Fantascienza

Fahrenheit 451

L’articolo è in collaborazione con..

Nicole Olindo

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Fahrenheit 451

Titolo: Fahrenheit 451

Autore: Ray Bradbury

Editore: Mondadori

Pagine: 177

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Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive. Fahrenheit 451

Trama 

Il protagonista di Fahrenheit 451 è Guy Montag, un pompiere sposato di trentanni. È un uomo giovane che tenta di concedersi in tutto e per tutto al suo lavoro e alla sua famiglia, ma talvolta è preda di dubbi e perplessità che il mondo in cui vive gli vieta avere. Il suo lavoro, infatti, non consiste nello spegnere incendi e garantire la sicurezza della città, bensì nel trovare e bruciare la letteratura che è presente nel loro paese.

Guy, però, si trova a rivalutare ancora una volta la sua esistenza quando fa una nuova conoscenza. Si tratta di una ragazzina di nome Clarisse che si è trasferita vicino a casa sua e ogni giorno lo segue lungo il tragitto per andare al lavoro. Dopo una manciata di giorni, i due diventano amici e cominciano a parlare del più e del meno; Guy in particolare è sorpreso dalla leggerezza dei pensieri della ragazza e comincia a dubitare di ogni sua sicurezza, cominciando anche a credere nelle parole di speranza di lei.

Clarisse, però, viene investita e uccisa un giorno in cui lo stesso Montag si accorge della sua assenza lungo la strada per la metro. La sera stessa, la squadra di pompieri si ritrova a bruciare libri in una casa di una donna che, per amore dei suoi libri, si da fuoco insieme ad essi. Guy ne rimane folgorato, ruba un libro e torna da sua moglie Mildred, una sfaccendata fissata con la sua tv a muro, che inghiotte pillole come stile di vita. I due coniugi si ritrovano al centro di una ricerca criminale, ma la curiosità l’ha vinta su di loro. Guy sa di essere ormai un nemico di sè stesso, ma non ne può fare a meno.

Capisce di dover prendere una decisione, quando, durante una corsa verso una casa incriminata, il suo capo gli lascia intendere che la casa incriminata è la sua. Montag deve decidere, e subito.

 

Commento

Fahrenheit 451 è scritto in prima persona, non ha capitoli ma è diviso in tre parti (essendo un libricino davvero sottile).

È un bel lavoro, sapete. Il lunedì bruciare i luminari della poesia, il mercoledì Melville, il venerdì Whitman, ridurli in cenere e poi bruciare la cenere. È il nostro motto ufficiale. Fahrenheit 451

Lo stile di Bradbury è longilineo, molto semplice ma allo stesso tempo ricercato. Le parole sono ben scelte, il susseguirsi delle scene è ammirabile: non annoia ed è un continuo leggere dei colpi di scena poco scontati. Potrebbe essere definito un vero distopico. È irreale nel completo realismo di quella società descritta, appunto, al contrario. Mirabile l’idea di rendere i pompieri degli antagonisti, riflettendo così una realtà distorta. Il messaggio che manda è senz’altro molto importante. Ha un finale poco prevedibile. A mio parere, avrebbe dovuto avere qualche pagina in più e sarebbe dovuto essere approfondito il motivo del finale, appunto.

Ho letto questo libro in poco più di due ore ed ho amato ogni pagina.

Fahrenheit 451 è coinvolgente, divertente e riflessivo: non ho sentito la pesantezza di una lettura senza pause. Lo consiglio vivamente a chiunque piaccia leggere testi brevi ma coerenti e riflessivi al punto giusto. Un capolavoro.

Ognuno deve lasciarsi qualche cosa dietro quando muore, diceva sempre mio nonno: un bimbo o un libro o un quadro o una casa o un muro eretto con le proprie mani o un paio di scarpe cucite da noi. O un giardino piantato col nostro sudore. Qualche cosa insomma che la nostra mano abbia toccato in modo che la nostra anima abbia dove andare quando moriamo, e quando la gente guarderà l’albero o il fiore che abbiamo piantato, noi saremo là. Non ha importanza quello che si fa, diceva mio nonno, purché si cambi qualche cosa da ciò che era prima in qualcos’altro che porti poi la nostra impronta. La differenza tra l’uomo che si limita a tosare un prato e un vero giardiniere sta nel tocco, diceva. Quello che sega il fieno poteva anche non esserci stato, su quel prato; ma il vero giardiniere vi resterà per tutta una vita.Fahrenheit 451

 

Voto libro:   

 

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