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Vieni a vedere perché

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Vieni a vedere perché

Prezzo: Vedi su Amazon.it

Titolo: Vieni a vedere perché

Autore: Amabile Giusti

Editore: Independently published

Pagine: 244

 

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Trama

Trent’anni, un lavoro che ami e un ragazzo incredibilmente sexy, cosa puoi chiedere di più alla dea bendata? Che si tolga la benda! Carlotta nell’arco di pochi giorni è costretta a fare i conti con la solita sfiga. Viene licenziata, il suo ragazzo, Luca, inizia a insospettirla, e come se non bastasse il resto della famiglia le sta col fiato sul collo.

Torna l’imbranata Carlotta alle prese con nuove avventure. La ricerca di un nuovo lavoro, una rivale in amore che non sembra voler mollare, amiche pazze e altrettanto i parenti.

Riuscirà l’amore di Carlotta a trionfare sulla gelosia? Di sicuro non mollerà, ora che ha l’aiuto di una inaspettata complice.

 

Autrice

Amabile Giusti è nata in Calabria ed è lì che vive ancor oggi: proprio sulla punta dello stivale, fra il mare e la montagna, vicino a una distesa di verde che, vista dall’alto, sembra la sagoma di un cavalluccio marino.

Ha frequentato il liceo classico e si è laureata in Giurisprudenza. Fa l’avvocato ma non si sente avvocato. Scrivere è la sua vita vera, al di fuori degli schemi imposti dal linguaggio secco e avaro del diritto. Si addormenta la sera sognando di scrivere, si sveglia la mattina con lo stesso chiodo fisso in testa, non è escluso che perfino davanti a un giudice, mentre perora una causa, la sua mente divaghi pensando a come plasmare una storia o finire un capitolo.

Dunque non sceglietela come avvocato, scriverebbe una citazione pensando alle favole!

È un tipo che ascolta molto e parla poco ma quando scrive non si ferma più…

Se volete farla contenta regalatele un saggio su Jane Austen, un ninnolo di ceramica (preferibilmente blu), un manga giapponese, o una piantina grassa (più spine ci sono meglio è). Preferibilmente tutti insieme.

Spera di invecchiare lentamente (perché questo pare sia l’unico modo per vivere a lungo…) ma mai invecchiare dentro! Dentro avrà sempre un’età con poco passato e molto futuro e scarsa saggezza.

 

Commento

Lei: Carlotta, tenera e imbranata, ma forte allo stesso tempo, innamorata da sempre di Lui.

Lui: Luca, bello e dannato, scrittore di giorno e barman di notte, finalmente innamorato di Lei.

A quelli che ancora non hanno letto ‘Trant’anni E Li Dimostro’(precedente libro), voglio dire due cose:

  1. Cosa state aspettando?
  2. Non potete leggere questo romanzo e questa recensione.

Mi sono innamorata di Carlotta fin dalle prime pagine del primo romanzo di questa meravigliosa serie. Chi di voi legge ogni tanto le mie recensioni sa benissimo che io amo quest’autrice. E che sono stata capace di leggere i suoi romanzi più volte. E lo rifarò! 😉 potete quindi immaginare la mia felicità quando ho scoperto che sarebbe uscito il seguito di una delle mie coppie preferite.

 

Per piacere mi piace, mi piace eccome, ragazzo mio. Sto avendo più orgasmi da un mese a questa parte che in dieci anni di vita sessuale attiva. Be’, attiva … diciamo intermittente, coi tasti più su off che su on. Comunque sto bene, mi piaci, mi piace, non c’è parte del mio corpo e della mia anima che non ti sia grata per tutte le cose che fai, per come le fai, e perché sei tu che le fai. Ma ho una paura disperata di perderti. Lo so, questa fifa demente rischia di rovinare tutto in anticipo sulla tabella di marcia. Ma non riesco a frenare il terrore che mi assale.Vieni a vedere perché

 

Sinceramente all’inizio ero alquanto scettica. Ultimamente non amo tantissimo le serie, e ho sempre il terrore che con il secondo volume l’autore possa in qualche modo ‘rovinare’ il ricordo del primo libro. All’inizio ho provato questa sensazione con questo. Troviamo una Carlotta davvero complessata. Che si creerà tantissimi brutti pensieri, si farà venire tantissime ansie, e soprattutto rischierà di rovinare quel meraviglioso rapporto di vero amore con Luca.

 

Mi allontano da lui, perché se restassi noterebbe ogni più piccolo segnale di rabbia e disagio. Noterebbe che mi vibrano le palpebre, che ho una vena sulla fronte che sembra un salame appeso, che fra un po’ mi si sbriciolano i denti, e che il mio cuore ha la stessa consistenza di un bicchiere di Murano, leggero, fragile e crepato da un calcio.
Luca mi trattiene, le sue dita intrecciate alle mie.
«Lo so, me la merito, la tua sfiducia intendo. Non mi sono comportato sempre da gentiluomo, e hai ragione se continui a considerarmi un potenziale traditore, uno che potrebbe farsi la prima bella ragazza che incontra. E lo farei. Lo farei, se volessi. Ma il punto è che non voglio. Non mi interessa nessun’altra a parte te. Puoi provare a credermi e, soprattutto, a credere di più in te stessa?»
Gli sorrido, anche se nel cuore ho una ferita.
Invece di progredire dal “sono innamorato di te” al “ti amo”, regrediamo al “mi interessi”? Il prossimo passo quale sarà? Mi sei simpatica? E poi “forse non mi fai troppo schifo?”
Cit. Vieni a vedere perché

 

Posso subito dirvi che Luca purtroppo non smetterà di essere un vero deficiente. Anzi! Tornerà a fare dei sbagli madornali che convalideranno sempre più le impressioni di Carlotta. E sinceramente, man mano che leggevo il romanzo più mi chiedevo sempre più: “Ma io che avrei fatto al suo posto?”. Avrei fatto venire giù i palazzi pur di conoscere la verità. Carlotta in un certo senso scappa.

 

«Se vuoi farmi l’interrogatorio ti devi vestire, oppure mi distraggo.»
«Non voglio farti nessun interrogatorio, ma sapere tutto e subito. Ho come l’impressione che se andassi di là a sciacquarmi e vestirmi, nel frattempo tu inventeresti qualche scusa verosimile per fregarmi.»
«Se volessi fregarti, la scusa verosimile me la sarei già inventata da un pezzo. Anzi, a dirla tutta, se volessi fregarti non inventerei scuse: ti manderei affanculo e tanti saluti.»
«E hai voglia di farlo? Mandarmi affanculo e tanti saluti?»
«No! Piuttosto mi pare che sia tu a volerlo fare! Cerco di baciarti e di toccarti e ti divincoli come se ti facessi schifo.»
«Non mi fai affatto schifo! Solo, voglio sapere se … se vuoi fare l’amore con me o scoparmi.»
«Entrambe le cose. Ma capisco cosa intendi. Vuoi sapere se è soltanto il mio amico qui sotto a dirigere le operazioni. No, non è soltanto lui. Tu sei dentro di me, stronzetta, sei qui e qui e qui». Si tocca la fronte, poi il torace, poi il cavallo dei pantaloni, invero alquanto brioso. «Ho voluto te, voglio te e vorrò ancora te. Però … non sono un uomo perfetto.»
«E questo cosa vuol dire?»
«Tante cose, ma nessuna per cui tu debba avere quella faccia atterrita.»
«Non sono atterrita, sono incazzata!»
Cit. Vieni a vedere perché

 

Cerco di spiegarmi meglio, è trattenuta. C’è una parte di lei che spererà di fidarsi di lui, che tutto sia frutto della sua immaginazione, c’è l’altra parte quella più razionale che capisce e conosce Luca. E in lui c’è proprio qualcosa che non va. Quindi tra segreti, paure, e soprattutto terzi incomodo la loro storia sarà davvero messa a dura prova. Non dimenticatevi della ciurma di parenti calabresi pronti a ficcare il naso dappertutto.

 

«Non posso», dico con tristezza. «Dopodomani comincio a lavorare, non credo di potermi già assentare.»
«No, hai ragione … Mentre non ci sono, però, comportati bene.»
«Io mi comporto sempre bene.»
«E io no?»
«Non lo so, ma per adesso preferisco non infierire.»
«Non riesci a fidarti di me, vero? Lo vedo, lo capisco. Combatti ogni giorno contro te stessa e la tua insicurezza, contro i ricordi di quel che ero, e non riesci a lasciarti cadere fra le mie braccia con la certezza che ti afferrerò. Non importa, per adesso va bene così, suppongo di meritarlo. Ma verrà il giorno in cui pretenderò che tu chiuda gli occhi e ti butti.»
Cit. Vieni a vedere perché

 

Come ogni volta l’autrice è sempre in grado di darmi delle bellissime emozioni. Ma soprattutto, e non è una cosa negativa anzi, mi fa sentire la sofferenza dei personaggi. È come se mi catapultasse nella storia e fossi io la protagonista, e soffrissi le varie pene. Poi mettiamoci pure il fatto, che grazie a dio, Carlotta è una di noi. Una donna non alta, riccia, piena di imperfezioni, che ci permetterà di immedesimarci in lei e nelle sue sfighe.

 

«Quindi lo consideri uno schianto.»
«Be’, direi, guarda le foto, no?»
«Fammi capire, che intenzioni hai, farmi scoppiare il cuore?»
Ti scoppia il cuore per me?
Ok, adesso ti dico che ti amo, che di Etienne non mi frega niente, che non mi ha smosso neppure l’ormone della crescita, che ho pensato a te per tutto il tempo, e che ti voglio come le calamite vogliono il magnete del polo opposto.
Poi ripenso al Plaza, e la poesia mi passa.
«E tu fammi capire: Manuela può leccare la tua faccia ed Etienne non può leccare la mia?»
«Cosa … cosa cazzo stai dicendo?»
«Visto che ti diverti a guardare i profili Instagram, guarda pure quello della tua bella.»
«Non è la mia bella, porca puttana! E stai lì, non ti muovere, non interrompere la chiamata, voglio capire di cosa … »
Suppongo si metta a cercare in rete, lo sento imprecare, dopo qualche istante è di nuovo in linea, più incazzato di prima.
«Non è mica la stessa cosa!» esclama. «Quelle foto si riferiscono a una festa di giugno scorso. Non stavamo ancora insieme noi due. E non doveva pubblicarle, le avevo detto di non farlo, quel tipo non ero io. Ero infelice, ubriaco e idiota. E sai perché ero infelice, ubriaco e idiota? Perché mi mancavi tu! Non ci parlavamo, credevo mi odiassi, e mi sentivo una merda. Mentre queste tue foto sono di ieri sera!»
«Stavamo solo parlando, Luca, nessuno leccava nessuno. Ma sai una cosa? Sai perché immagini sempre il peggio, anche se non c’è niente che ti autorizzi a pensarlo? Perché tu, se avessi trascorso la serata con una ragazza bellissima, ti saresti comportato da stronzo, e poi mi avresti detto che sei così, sei seduttivo anche mentre respiri, ma con le altre balli solo il twist, e vai preso a scatola chiusa. Perché tu, anche se ti ostini a dire che Manuela è solo la tua agente, mi nascondi qualcosa, e allora rivolti la frittata e credi che io ti nasconda qualcosa. Ognuno vede il peccato che ha dentro. E adesso chiudo, grazie per avermi svegliata: devo uscire con Etienne, e non vorrei fare tardi.»
«Aspetta! Cosa?»
«Si tratta solo di lavoro. Ne abbiamo già parlato, mi pare.»
Riattacco, senza dargli tempo e modo di rispondere né di imprecare ancora. Mi accorgo di tremare, come se avessi freddo. Sono sveglissima adesso, ma mi sento così sola e triste che la stanza sembra una piccola scatola buia.
Spero che mi richiami, aspetto che mi richiami, ma il telefono rimane muto. Non prendo l’iniziativa, anche se ne avrei voglia.
Deve fare lui un passo verso di me, deve spiegarmi cosa succede, deve confessarmi cosa prova fino in fondo. Non gli servirò più tutto il mio amore su un piatto d’argento.
Cit. Vieni a vedere perché

 

Insomma, anche in questo caso siamo di fronte ad un piccolo capolavoro firmato Giusti. E ringrazio l’autrice per le bellissime emozioni. Ti prego però non farmi più soffrire cosi! 😛

È una lettura piacevole, leggera, fresca, frizzante e anche ricca di pathos. Ve la consiglio? Assolutamente sì, quindi non potete assolutamente perdervela. Come sempre io vi abbraccio. Fate i bravi.

 

Voto libro:   

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