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Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un

disturbo ossessivo-compulsivo

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Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un

disturbo ossessivo-compulsivo

Titolo: Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo

Autore: Aaron Karo

Editore: Giunti Editore

Pagine: 288

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L’autore:

Aaron Karo è un giovane autore di libri di fiction umoristica, bestseller nelle classifiche americane e apprezzati per la vena graffiante e sfacciata. Dal 1997 Karo è anche editorialista di una rubrica seguitissima, che ha avuto così tanto successo…

 

Trama

Chuck è un ragazzo di diciassette anni che ha la mania di lavarsi di continuo le mani, oppure controllare decine di volte che i fornelli siano spenti e non va mai a dormire senza aver fatto la pipì fino allo sfinimento. Steve è il suo miglior amico ed è l’unico a cui racconta le sue stramberie. Ha anche una sorella, Beth, piena di amici a tal punto da ignorarlo e negargli l’amicizia su Facebook.

Le giornate di Chuck sono tutte uguali, ripetizioni di gesti e regole maniacali. Per non parlare delle Converse, ne possiede di diversi colori, uno per ogni suo stato d’animo. I genitori sono preoccupati a tal punto da spedirlo da una psichiatra. Solo l’arrivo di una nuova compagna di classe lo convincerà ad iniziare la terapia.

Difficile non ridere con questo esilarante racconto in prima persona di Chuck, uno dei più divertenti e struggenti personaggi della narrativa contemporanea.

 

Commento

Lei: Amy, nuova compagna di classe.

Lui: Chuck, diciassettenne, un sacco di manie, soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo.

Ecco questo è quello che io chiamo un romanzo. Ho adorato da morire questo libro davvero. Fin dalle prime pagine mi sono affezionata a questo meraviglioso ragazzo. Non so spiegarvi, ma per la prima volta in vita mia non l’ho sentito come un personaggio inventato di un romanzo, ma una persona vera e propria. Una persona che avrei voluto nella mia vita.

 

Quasi tutti i risultati andranno in una direzione. Quello che faccio non è routine. È compulsivo. Avete presente quando leggete qualcosa e vi viene da dire: Cazzarola, sono io! Be’, una volta che l’ho letto, ho capito che era proprio il mio caso. Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo. Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo.

 

Chuck ha tutta una serie di manie compulsive, e se non le soddisfa rischia di non dormire, lui ha decisamente il bisogno fisico di soddisfarle. Prima di dormire deve controllare i fornelli del gas per quindici volte, deve fare la pipì un numero infinito di volte. Per non parlare del fatto che ha la mania delle mani pulite, deve pulirsi le mani continuamente. La sola idea dello sporco gli fa venire delle, come possiamo definirle, crisi? Sì perché lui sta davvero male.

Insomma, per farvela breve, i genitori preoccupati gli consiglieranno di iniziare una terapia con una dottoressa. Voi non potete capire, questa dottoressa, non si capisce mai se fa delle affermazioni o delle domande. Che posso dirvi, ogni singolo personaggio di questa storia mi ha conquistata.

 

Cit. Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo

«Sì, be’, è da un po’ che non parlo con lei. Ma adesso che prendo il Lexapro e mi sento meglio, le farò vedere che non sono un mezzo matto. Migliorerò per lei.»

«Chuck?»

Aspetto che continui. Ogni tanto capita ancora che quel punto di domanda messo a casaccio mi disorienti.

Alla fine, riattacca: «Questo è molto importante. Quello che stai facendo è ammirevole? Ma devi migliorare per te stesso. Da quello che mi hai raccontato di Amy, sembra una ragazza sveglia, no? Ma mi preoccuperei se tu basassi la tua guarigione sulle reazioni di qualcun altro. Sei tu quello che soffre di questo disturbo e sei tu l’unico che può sconfiggerlo. È una tua battaglia? Riguarda solo te».

Annuisco per educazione. Quello che dice la dottoressa S. avrà anche un senso. Ma chi stiamo prendendo in giro? Il punto è Amy.

 

Non voglio svelarvi niente. Voglio solo confermare il fatto che questo romanzo è stata una boccata d’aria fresca. Adoro queste storie per ragazzi che hanno qualcosa da dire. Non è il solito libro banale e scialbo. Anzi! Chuck nonostante tutte le sue migliaia di paure capirà che non può lasciarsi abbattere, prenderà in mano la sua vita e andrà oltre. Tutto pur di non rimanere da solo. Per non farsi schiacciare da sé stesso. Tutto pur di essere normale. Ma alla fine è davvero questo l’importante? No. Lo capirà anche Chuck? Sta a voi scoprirlo!

Insomma, ve lo consiglio davvero. Leggetelo!!!! non lasciatevi scappare questa piccola chicca.

 

Voto libro:   

 

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