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La coscienza di Zeno – Italo Svevo

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La coscienza di Zeno

Titolo: La coscienza di Zeno

Autore: Italo Svevo

Editore: Feltrinelli

Pagine: 428

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La salute non analizza se stessa e neppure si guarda allo specchio. Solo noi malati sappiamo qualche cosa di noi stessi.Italo Svevo

Trama

Trieste, inizi del ‘900. Zeno Cosini, borghese di 57 anni, si sente malato, si sente incapace di adattarsi alla vita. Su consiglio di alcuni suoi amici Zeno si affida a uno psicanalista, il dottor S., che curerà i mali di Zeno con metodi non tradizionale. Prima di iniziare la vera e propria terapia il medico chiede al paziente di scrivere su un quaderno la sua biografia, così da aiutarlo a capire meglio i suoi problemi. Zeno inizierà a scrivere della sua vita per cercare di comprendere le ragioni della sua malattia.

 

Commento

La coscienza di Zeno è il capolavoro di Svevo, la prima storia italiana dove entra prepotentemente la psicanalisi come coprotagonista. Tra i maggiori romanzi del ‘900 e il romanzo più rappresentativo dell’autore. Pubblicato nel 1923 in una deludente indifferenza generale, nonostante l’appoggio di grandi figure come quella di James Joyce, e solo tardivamente giunse al successo.

 

Penso che il rimorso non nasca dal rimpianto di una mala azione già commessa, ma dalla visione della propria colpevole disposizione. La parte superiore del corpo si china a guardare e giudicare l’altra parte e la trova deforme. Ne sente ribrezzo e questo si chiama rimorso.Italo Svevo

 

Nella prefazione scrive il dottor S, uno psicanalista che per vendicarsi dell’interruzione della cura da parte del suo paziente Zeno Cosini, decide di pubblicare le memorie che lui stesso lo aveva invitato a scrivere. Zeno ripercorre nelle sue memorie la sua vita senza un ordine cronologico ma secondo un ordine casuale e darà largo spazio ad eventi significativa nei quali si manifesta la sua malattia, l’inettitudine. Zeno ha maturato che per l’uomo la salute non è altro che la presa di coscienza e l’accettazione della propria malattia. Il rapporto iniziale tra sanità e malattia è completamente ribaltato, dunque lui è sano poiché è consapevole di essere malato, mentre gli altri sono malati perché si credono sani.

Giunto a questa conclusione decide di sospendere la cura psicanalitica presso il dottor S. Sospesa la cura Zeno decide di spedire al dottore le sue memorie con l’aggiunta di un ultima parte, in cui oltre ad esporgli le proprie idee di psicanalisi, afferma di essere guarito avendo compreso che la vita umana è inquinata alla radice e l’uomo potrà raggiungere la salute solo al culmine della malattia.

 

Il tempo, per me, non è quella cosa impensabile che non s’arresta mai. Da me, solo da me, ritorna.Italo Svevo

 

Ho letto per la prima volta questo libro a 18 anni, per obbligo scolastico, ma non mi dispiaceva affatto, già da molti anni avevo sempre la voglia e la curiosità di leggerlo ma poi per svariati motivi non lo avevo ancora fatto. Prima di iniziarlo pensavo di trovarlo terribilmente noioso oppure di affezionarmi alla storia. Conclusa la lettura rimasi un po’ scettica, non sapevo se mi era piaciuto o no e così passò molto tempo durante il quale ho riflettuto sul libro, ma non avevo maturato un’idea ben chiara allora lo ho riletto e mi sono affezionata alla storia e a Zeno, nonostante spesso non mi sono piaciuti molti suoi comportamenti, modo di affrontare la vita e mi irritavo, però vedo in lui una sorta di amico che non aspetta altro di raccontarmi la sua storia, infatti oggi tanto sento come il bisogno di riprenderlo e rileggerlo ancora una volta.

 

Voto libro:   

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