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Kafka sulla spiaggia

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Kafka sulla spiaggia

Prezzo: EUR 12,75
Da: EUR 15,00

Titolo: Kafka sulla spiaggia

Autore: Haruki Murakami

Editore: Einaudi

Pagine: 514

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Trama

Un ragazzo di quindici anni, maturo come un adulto e un vecchio ingenuo come un bambino, si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti nel sud del Giappone, a Takamatsu. Il ragazzo scappa dal padre, uno scultore satanico. Egli sceglie di chiamarsi Kafka. Mentre il vecchio, Nakata, scappa da un omicidio in cui è stato coninvolto non per sua volontà. Questi due seguiranno dei percorsi paralleli che li porteranno ad incontrarsi e superare numerevoli ostacoli, verso il loro destino.

 

Commento

Buttatevi e iniziatelo. Ne vale la pena.

Partivo prevenuta, ammetto di aver iniziato a leggere con un pregiudizio sulla letteratura giapponese. Ecco perché ho sempre posticipato la lettura di Murakami. Non ci sono però dubbi sul fatto che sia un libro spettacolare, complicato da descrivere. Ci sono tante cose da dire, l’unico modo per conoscerlo è leggerlo.

 

Ci sono cose che anche se uno le spiega a parole, non si possono comunicare. La vera risposta non può essere espressa in forma di parole.”Kafka sulla spiaggia

 

Partendo dai personaggi si può dire che sono ben caratterizzati, entrambi sono consapevoli dei propri limiti e delle proprie capacità. Nel romanzo si mostrano le loro battaglie interiori, la loro anima. Kafka è un ragazzo forte, introverso, e ben consapevole di ciò che lo circonda. Egli scappa di casa per scongiurare una profezia. I dialoghi interiori avvengono con il suo alias, ovvero il Ragazzo Corvo. Nakata è un settantenne molto particolare. In seguito a uno strano incidente da bambino, a causa del quale dimentica molte capacità elementari (leggere, scrivere, eccetera) e acquisisce però quelle di parlare con i gatti e scatenare piogge di pesci.

Entrambi i personaggi vengono aiutati nel loro viaggio: Kafka da diverse figure, ma in particolare Oshima e Saeki che lavorano nella stessa biblioteca in cui approda, e Nakata da Hoshino, un camionista che gli offre un passaggio e in seguito decide di accompagnarlo nel suo viaggio. Entrambi sono diretti nello stesso luogo e sembrano giocare un ruolo negli stessi eventi, pur non conoscendosi. Hanno molte cose in comune, ma sono anche un po’ opposti. Uno è un giovane fuori e vecchio dentro, l’altro un vecchio fuori e giovane dentro.

Si affrontano molti temi profondi come l’accettazione di sé, ma anche l’amore incondizionato, l’importanza di lottare per ciò a cui si crede, l’importanza dell’istruzione (si dà molta importanza alla lettura, tutti i personaggi si trovano a leggere un libro prima o poi, anche Nakata), le responsibilità, la morte, la meditazione e la vita interiore, il destino, le responsabilità, i ricordi. I personaggi dialogando tra loro creano delle riflessioni sui temi più vari, alcuni che ricordo sono la gelosia, la guerra e le armi usate, il femminismo, la solitudine, l’amore, il sogno.

 

Cammino lungo la riva della coscienza, dove le onde si muovono in un flusso e riflusso continuo. Quando arrivano, lasciano dietro di sé delle scritte che subito l’ondata successiva cancella. Cerco di leggerle in fretta, nel breve intervallo fra un’onda e l’altra. Ma non è facile. Prima che faccia in tempo a leggere, arriva una nuova onda a cancellare tutto. Nella coscienza rimangono solo indecifrabili frammenti di parole.”Kafka sulla spiaggia

Il mondo raccontato è surreale, fin da subito la scrittura ci fa capire che qualcosa di diverso è presente. Non è la realtà che conosciamo. È una sensazione nulla di più. Si viaggia attraverso il Giappone, ho imparato nuovi termini giapponesi. Beh, forse si può dire che per la prima volta li ho sentiti… prima mi fermavo a sushi, shiatsu, kimono e poco altro. In questo libro ho trovato molti altri termini e un utilissimo glossario. Si tratta di un interessante, seppur limitata, finestra sulla cultura giapponese.

Sono stata catturata e tenuta in ostaggio da questo libro. Non mi permetteva di smettere di leggere. L’atmosfera surrealista e onirica è estraniante. Durante la lettura mi sono trovata in costante bilico tra sogno e realtà, non c’è distinzione perché si sovrappongono e si allontanano continuamente. Si viene assorbiti da questa realtà grottesca. Ora capisco perché i mondi di Murakami siano definiti particolari.

Di questo libro mi è piaciuto tutto. Finire la lettura è stato come il risveglio dopo una caduta nel vuoto mentre si dorme, mi ha lasciato senza parole, senza fiato, un ritorno brusco alla realtà. Nel libro spazio e tempo non hanno valore, è come se non esistessero. Viene tenuto sott’occhio il tempo e sono citati i luoghi, ma per la storia in sé non hanno importanza. Anche queste due dimensioni sono surreali, si comprimono e dilatano lasciando chi legge in un posto sconosciuto e in un tempo sospeso nel nulla.

 

Ciò che è fuori di te è una proiezione di ciò che è dentro di te, e ciò che è dentro di te è una proiezione del mondo esterno. Perciò spesso, quando ti addentri nel labirinto che sta fuori di te, finisci col penetrare anche nel tuo labirinto interiore. E in molti casi è un’esperienza pericolosa.Kafka sulla spiaggia

Un aspetto sorprendente è la quantità di riferimenti alla musica, alla letteratura (occidentale e orientale), alla psicologia, alla mitologia greca, alla filosofia occidentale. Essi sono a volte espliciti, altre volte vanno individuati. Ad esempio la profezia sembra collegata alla figura di Edipo (odio provato verso il padre e innamoramento verso la madre), mentre i segni lasciati da Kafka nel bosco possono ricollegarsi al filo di Arianna, ad Hansel e Gretel o a Pollicino.

Il libro non concede spiegazioni. Esatto perché prima rapisce e poi abbandona senza spiegare gli avvenimenti. È un libro che non dà delucidazioni sugli eventi tanto strani che avvengono. Lascia a chi legge ipotesi e dubbi su cui riflettere. Ecco perché tutto è possibile, ma ci si chiede se sono solo coincidenze oppure è un percorso interiore? L’interpretazione è del tutto personale. Sicuramente va letto con attenzione, nel senso che la lettura superficiale non permette di assaporare il libro: o sei coinvolto e ti lasci trasportare oppure non credo si riesca ad apprezzare totalmente, è troppo onirico, psicologico, irreale, surrealista, grottesco, intenso.

Deve colpire nel profondo, è come fare un viaggio interiore inconsapevolmente. Per me è stato così, è un libro così denso. C’è il mistero, c’è l’omicidio, c’è l’elemento irreale, è arduo elencare i numerosi elementi presenti. È un mondo non un libro, aprite la porta ed entrate (sì, come a Narnia!).

Dimenticavo! Vogliamo parlare della scrittura di Murakami? È sublime. Per la prima volta mi sono goduta ogni singola parola, ogni singola descrizione, e io non sopporto le descrizioni. Vale la regola “una cosa tira l’altra”, una parola ti spinge con forza verso quella successiva verso l’ultimo punto finale. È un linguaggio semplice, non conosce volgarità. Raffinato e poetico.

 

Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato.Kafka sulla spiaggia

Voto libro:   

 

Lo scrittore

Murakami Haruki è nato a Kyoto nel 1949 ed è cresciuto a Kobe. È autore di molti romanzi, racconti e saggi e ha tradotto in giapponese autori americani tra cui Fitzgerald, Carver, Capote, Salinger. Con “La fine del mondo e il paese delle meraviglie” ha vinto nel 1985 il Premio Tanizaki. Fin dal suo primo romanzo, si è imposto come uno scrittore di primo piano che si scosta dalla letteratura tradizionale giapponese. I contesti metropolitani e i riferimenti alla cultura popolare occidentale, la forma della scrittura proiettano la letteratura giapponese in spazi nuovi e inaspettati. L’influenza della cultura occidentale rispecchia una formazione comune a un’intera generazione di quel periodo, ma per la prima volta ciò raggiunge l’”alta” letteratura.

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