Gialli

Dieci piccoli indiani

In collaborazione con..

Articolo scritto da

Boook_Tique!

 

 

Seguila su Instagram!

Segui il suo blog!

 

 

Dieci piccoli indiani

Prezzo: EUR 8,07
Da: EUR 9,50

Titolo: Dieci piccoli indiani

Autore: Agatha Christie

Editore: Mondadori

Pagine: 229

Scopri il libro su Amazon

 

 

Trama

Dieci estranei sono invitati a soggiornare sull’isola di Nigger Island, caratterizzata dalla sua forma che ricorda la testa di un negro, a soggiornare in una lussuosissima villa. Invitati tramite una lettera anonima, che nella maggior parte dei casi sembrava inviata da un amico, tutti quanti, per diversi motivi, accettano l’invito. Arrivati sull’isola i dieci estranei scoprono che il padrone si chiama Owen, ma non sanno niente di più.

Una volta cenato il maggiordomo, sotto ordine del padrone, mette un disco nel quale ognuno dei dieci protagonisti viene accusato di omicidio. Si scoprirà infatti che tutti quanti sono degli assassini. E’ proprio qui che inizia l’incubo per i protagonisti, ognuno verrà ucciso secondo una filastrocca situata sul camino di ogni stanza.

 

Dieci piccoli negretti se ne andarono a mangiar, uno fece indigestione, solo nove ne restar. Nove poveri negretti fino a notte alta vegliar: uno cadde addormentato, otto soli ne restar. Otto poveri negretti se ne vanno a passeggiar: uno, ahimè, è rimasto indietro, solo sette ne restar. Sette poveri negretti legna andarono a spaccar: un di lor s’infranse a mezzo, e sei soli ne restar. I sei poveri negretti giocan con un alvear: da una vespa uno fu punto, solo cinque ne restar. Cinque poveri negretti un giudizio han da sbrigar: un lo ferma il tribunale, quattro soli ne restar. Quattro poveri negretti salpan verso l’alto mar; uno un granchio se lo prende, e tre soli ne restar. I tre poveri negretti allo zoo vollero andar: uno l’orso ne abbrancò, e due soli ne restar. I due poveri negretti stanno al sole per un pò: un si fuse come cera e uno solo ne restò. Solo, il povero negretto in un bosco se ne andò: ad un pino s’ impiccò e nessuno ne restò.Dieci piccoli indiani

 

Commento

Ogni persona ha suoi gusti letterari. A me personalmente piace la narrativa, i romanzi che raccontano storie e aprono la mia immaginazione. Come genere, non ho mai apprezzato particolarmente i gialli, non mi appassiona il mistero e per questo difficilmente attirano la mia attenzione.
La scorsa estate, in libreria mi sono lasciata affascinare dalla copertina di una recente edizione Mondadori di un giallo di Agatha Christie,e non avendo mai letto niente di una delle scrittrici più amate del mondo, l’ho comprato. Devo ammettere, però, che ho fatto un po’ fatica ad appassionarmi all’inizio.
Parlando di questo libri, un’amica mi consigliò, come suo miglior libro, Dieci Piccoli Indiani. Ho deciso dunque di dare ai gialli un’altra chance, e mi sono buttata su questo piccolo libretto.

 

Nessun artista può sentirsi appagato solo dall’arte. C’è il naturale desiderio di rendere nota la propria maestria. Dieci piccoli indiani

Una storia molto conosciuta, che ha ispirato e ispira ancora letteratura e cinema che nasce dalla penna di Agatha Christie, la regina del giallo. Considerato uno dei suoi capolavori, è il libro e il giallo più venduto nella storia, terzo anche nella classifica dei romanzi.
La trama inizia con una serie di personaggi, Anthony Marston, John Macarthur, Emily Brent, Lawrence Wargrave, William Blore, Edward Armstrong, Philip Lombard e Vera Claythorne, che vengono tutti invitati a passare una vacanza a Niger Island, da un certo U.N. Owen. Gli otto individui partono per quest’isola per ritrovarsi nell’unica villa del luogo, senza però la compagnia dei padroni di casa. Ad attenderli, infatti, solo i due domestici che anch’essi non avevano mai visto in faccia il signor Owen.

I presenti notarono subito che in ogni stanza della casa c’era appesa un’inquietante filastrocca che narrava di dieci negretti, che uno dopo l’altro, morivano in maniere differenti.
La sera dell’arrivo a Nigger island, a cena, una strana voce registrata inizia ad accusare tutti i presenti, uno per uno, di aver commesso nella loro vita una serie di omicidi non puniti. Dopo che il panico si è diffuso fra i presenti, Anthony Marston cadrà a terra morto, dopo aver bevuto il suo whisky.
Pian piano i dieci protagonisti di questa storia moriranno tutti, in fila indiana, e poi “non rimase più nessuno”.

Un giallo intricato con un colpevole insospettabile, una trama geniale e perfettamente studiata che glorifica Agatha Christie come la migliore scrittrice di gialli della storia.

 

Quel che c’è di buono nelle isole è che, quando vi si arriva,non si può andare oltre, si è giunti come a una conclusione… Dieci piccoli indiani

Dieci Piccoli Indiani ha una storia molto studiata, ed è strutturato secondo il paradigma della scatola chiusa: un delitto commesso in una situazione in cui sembrano quasi impossibili le circostanze, e dunque il colpevole deve essere per forza tra i protagonisti. La forza di questo romanzo sta proprio nella perfezione con la quale è stata creata questa trama, rinunciando all’investigatore eroico che risolve il mistero tipico della Christie, facendo notare la dualità tra bene e il male.

In Dieci Piccoli Indiani abbiamo due temi principali, strettamente collegati tra loro: la giustizia e proprio la contrapposizione tra bene e male .
L’assassino vuole punire questo gruppo di persone, perché sono riuscite a deviare la legge ufficiale, ed effettivamente tutti colpevoli che rimarranno per sempre impuniti. Un vendicatore mascherato che pretende di punire questi rei, mettendosi al di sopra della legge.
Ma quando qualcuno che chiede giustizia, si mette a compiere omicidi efferati con una premeditazione maniacale, chi dei due è il cattivo?

Aleggia per tutto il romanzo un’aurea di colpevolezza, per tutti i protagonisti che, oltre a temere per la loro vita, hanno l’anima corrosa dai sensi di colpa.
Un gioco tra bene e male che va ci viene riproposto per tutta la narrazione, in cui non ci sono eroi. Il lettore non riesce infatti bene a prendere le parti di nessuno, ed è difficile identificare il vero cattivo della storia, e tanto meno i “buoni”.

 

Quel che c’è di buono nelle isole è che, quando vi si arriva,non si può andare oltre, si è giunti come a una conclusione… Dieci piccoli indiani

I libri gialli non mi piacciono un granché soprattutto perché inizialmente sono molto descrittivi; questo è un tratto caratteristico della Christie, ma già dopo poche pagine di questo romanzo del mistero è riuscita a catturare la mia attenzione, e immergermi completamente nella storia. Ho vissuto sulla mia pelle tutte le paure e i terrori dei protagonisti. Come loro sono stata diffidente, e ho cercato di percepire anche solo il minimo indizio.

Devo ammettere che alla fine ero completamente catturata dalla lettura, e di libri che mi colpiscono così tanto, devo confessarvelo, non ne trovo molti. Chi me lo consigliò non aveva tutti i torti, e dopo averlo finito ho capito perché è considerato il miglior giallo scritto dalla scrittrice inglese.

Dieci Piccoli Indiani è un giallo che incolla il lettore alle sue pagine, che con la giusta dose di ansia, fa bramare il suo finale inaspettato e genialmente studiato. Da leggere per cercare di capire l’assassino, per immergersi nella genialità di una delle più grandi scrittrici dello scorso secolo.

 

Voto libro:   

 

Leggi anche il nostro articolo sui Migliori gialli!

Condividi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *